il virus ed il semaforo rosso

il virus ed il semaforo rosso

In una chat di classe, qualcuno se ne esce a metà luglio chiedendo cosa ne pensiamo se a settembre i nostri figli dovessero tornare a scuola con mascherine, distanziamento, aule jolly e magari green pass?  Si capisce subito che la domanda è retorica perchè in realtà voleva dire: Come possiamo opporci a qualsiasi limitazione della nostra libertà costituzionale? 

Ho risposto solo con una storia (come si usa adesso) che riporto.

Viaggio tutto il giorno e c’è una cosa che limita la mia libertà che mi fa incazzare moltissimo. Il semaforo rosso. Ma un mio amico che non ha voluto rispettare questa regola liberticida è rimasto secco ed ha ammazzato anche un altra famiglia che passava col verde. Quindi ho deciso che mi tengo l’arrabbiatura ed aspetto il verde.

Ma un altra metafora mi è venuta in mente oggi alla notizia delle manifestazioni NO VAX abbinata all’altra notizia che i contagiati di questi giorni sono tutti minori di 40 anni e non vaccinati. Così ho ricordato che ai tempi della peste, i furbi si ritiravano nei boschi e sopravvivevano mentre gli stolti facevano processioni per ingraziarsi il buon dio e morivano. Le processioni, infatti, erano la più ricca fonte di diffusione del virus, ma questo nel medioevo non si sapeva.

… Ma oggi, nel 2021, ci sono ancora processioni per sentirsi uniti contro gli “untori della vaccinazione” e dimostrare che il virus è una cospirazione. E pazienza! Ognuno è libero di credere ciò che vuole. Ma anche i bimbi lo sanno come si trasmette questo virus ed é in loro che riponiamo ogni fiducia perché sui loro genitori l’abbiamo persa.

processione contro la peste a Venezia nel 1400

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